Il “sommo valore”: L’umiltà.

7 pensieri su “Il “sommo valore”: L’umiltà.”

  1. Gandhi per come la vedo io non era umile, anzi. Molto forte e consapevole della propria forza. Non si è mai sminuito, ma ha dettato regole di vita. C’è poco di umile in questo, e molto di giusto 🙂

    Grazie per la visita e per il commento 😉

  2. Per me l’umiltà è vera non esiste. Esiste solo quella falsa, che in realtà è o scarsa autostima o volontà di raggirare le persone (“faccio l’umile perché piace alla gente” oppure “faccio l’umile perché fa risaltare di più le mie qualità”) o carenza reale di valore.
    Con ciò non voglio mica fare l’apologia dell’arroganza!
    Ci sono tre tipi di arroganti: chi si inventa tutto ( “sono un campione di scacchi” quando in realtà si fa schifo), chi esagera solo (“sono un campione di scacchi” quando in realtà si è bravi, ma non certo geniali) e chi compensa un’insicurezza (“sono un campione di scacchi” quando in realtà si pensa di far schifo).

    “Preferisco il realismo, la consapevolezza lucida di sé.”

    Concordo perfettamente! Ma è difficile da ottenere, non tutti hanno un autostima forte. Io spesso passo per arrogante quando in realtà cerco solo di compensare una forte carenza di autostima, ad esempio. Ma in generale, mi sforzo di essere oggettivo e realista. Ci provo, almeno.
    Invece l’umiltà mi dà fastidio, mi puzza terribilmente di falsità.

    1. Ciao Michele!
      Grazie per la visita e per il commento.
      Sì in effetti c’è molta ipocrisia e molta retorica nel concetto di umiltà.
      Ma di certo l’arroganza non è meglio.
      Il problema è che essendo abituati a ragionare in termini “Bianco-Nero” si crede che se non si è umili si è arroganti.
      A risentirci, ciao!

  3. Ciao, non sono sicura che l’umiltà sia l’atteggiamento più apprezzato. Comunque secondo me il fatto è che a parità di talento, quello più umile riesce meglio di quello più arrogante perché il primo sa che oltre che sul talento deve fare affidamento anche sul lavoro, l’allenamento, la costanza, la concentrazione eccetera… Mentre quello arrogante è convinto di riuscire a raggiungere qualsiasi obiettivo con il minimo sforzo, solo in virtù del talento. Insomma hai presente la favola della lepre e della tartaruga…?

    1. Ciao! Grazie per aver letto e commentato il blog 🙂
      E complimenti per il tuo “cronache svedesi”, davvero ben fatto e anche divertente (a proposito, i post scazzati divertenti sono più in basso).

      Io credo fortemente nella consapevolezza realistica delle cose e di se stessi. L’arroganza è un male, e non ci piove, ma l’umiltà spesso è qualcosa di formale, e anche ipocrita. Era questo che intendevo dire. Questa idoltrazzizazione eccessiva dell’umiltà non mi va a genio.
      La tartaruga e la lepre è una gran bella favola. Ecco, per rimanere in tema: io tifo per le lepri che non schiacciano pisolini e che corrono a ritmo sostenuto, sapendo che possono vincere e vincendo effettivamente. Senza arroganza. 🙂

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